19/02/2012
E dire che il Vangelo è piuttosto chiaro sul punto. Voi preti siete obbligati a parlare del Paradiso: noi siamo obbligati a vivere tra le guerre, lo spread: che cazzo di vita è?”. Poi l’attacco a Famiglia Cristiana e Avvenire, “giornali inutili che andreb
E dire che il Vangelo è piuttosto chiaro sul
punto. Voi preti siete obbligati a parlare
del Paradiso: noi siamo obbligati a vivere
tra le guerre, lo spread: che cazzo di vita
è?”. Poi l’attacco a Famiglia Cristiana e Avvenire,
“giornali inutili che andrebbero chiusi: si
occupano di politica, invece che parlare di
Dio. E non sanno quanto i deboli, i malati ne avrebbero bisogno di Dio”. Cita Don
Gallo, il sacerdote degli ultimi: l’Ariston applaude.
celentano ha fatto scandolo solo perchè
con parole semplici,cioè lui re degli
ignoranti ha detto quello che milioni di
italiani dicono,solo i nostri vertici negano
questo perchè come al solito aRRIVANO
SEMPRE PER ULTIMO,QUANDO IL
CLAMORE è FORTE E LE PALLE NOSTRE
PIENE
Io ho visto ieri sera sanremo,volevo vedere lo scandalo celentano,ma veramente la rai va sottosopra per queste cazzate, ma che ha detto,noi sul web è anni che diciamo della chiesa cose verissime e pesantissime perchè lo sono,non per attaccare cosa echi,la verità è che il mondo va avanti,ma i nostri politici,la chiesa e tutta la nostra burocrazia vive un mondo tutto suo,indipendente dalla realtà ,la nostra,quella della massa, che non è più silenziosa, che vuole PARLARE,DARE VOCE. DALLA DITTATURA DEI MEDIA DI STATO CHE CI SONO, E AD UNA CHIESA VECCHIA,SFASCIATA, CHE LOTTA FRA LE SUE VESTI PER IL POTERE, CON PURE PRESUNTI IPOTETECI ATTENTATI AL PAPA,CHE VUOL DIRE POTERE,questo papa è reazionario,è conservatore,ha taciuto sulla pedofilia e poi quando scoperti e sputtanati a pianeta globale stracciarsi le vesti,ma perchè non prima,perchè difendere i suoi pedofili quando i media non li attaccavano
allora questa guerra è ai media, di certo non l'avvenire o famiglia cristiana che con i loro prelati stanno rientrando in politica, li vedi che con monti stanno briganodo, sempre a spese nostre, celentano non ha detto niente di nuovo,ha solo usato la sua celebrità per dare voce a milioni di persone che non ne possono più di questo potere vecchio,malato,autoreferenziale che affanna e non vuole mollare, che mente,che governa che fa ,madice a noi di non fare, questo potere malato ,pazzo, che spazia dal cattivo costume dalla pedofilia al bingabunga, alle tangenti,allo sporco aL MALAFFARE, AL RICICLO DELDENARO MAFIOSO E IN VATICANO.questo potere che non vuole capire,non vuole morire,ma morirà,se io a 63 anni che sanremo e rai uno non lo vedo mai, mi sono messa lì a vedere celentano vuol dire che siamo al limite,la pazienza è finita.
cLAUDI A MORI HA RINGRAZIATO IL CONSIGLIERE PER LA SCENEGGIATA,IO LO RINGRAZIO PER IL LADROCINIO CONTINUO DEI NOSTRI SOLDI,PER IL SUO CANNIBALISMO DELLE RISORSE RAI, LO RINGRAZIO PERCHè LORO SONO LA PROVA PALESE CHE LA RAI VA PRIVATIZZATA E CHE I 130.000 POLITICI CHE NON LAVORANO E VIVONO A sbafo o si fanno persuasi a mollare l'osso ed andare a lavorare,oppure la fine è prossima e sarà dura, coi forconi andremo a roma ci andrò pure io e a calci nel culo li manderemo non ai confini,non taciuti dai media,ma con gran clamore a lavorare
Non è Godot – alla fine è arrivato – ma poco ci manca: queste giornate senremesi sono state solo l’attesa di lui. Ed eccolo, Adriano Celentano alle 22.18, “devastante come un concerto degli U2 in un asilo nido” (direbbe Carlo Verdone). Il bombardamento che precede il terremoto fa scappare Morandi: “Che cazzo è?”. Va in scena una guerra e Celentano emerge – emozionato fino alle lacrime – da un cumulo di corpi. Ma le bombe vere sono più forti di quelle filmate. “Avrò girato mille chiese e morire se durante la predica si capisce qualcosa: non sanno regolare l’audio. Gli ultimi non sentono, ma sembra che non importi a nessuno. E dire che il Vangelo è piuttosto chiaro sul punto. Voi preti siete obbligati a parlare del Paradiso: noi siamo obbligati a vivere tra le guerre, lo spread: che cazzo di vita è?”. Poi l’attacco a Famiglia Cristiana e Avvenire, “giornali inutili che andrebbero chiusi: si occupano di politica, invece che parlare di Dio. E non sanno quanto i deboli, i malati ne avrebbero bisogno di Dio”. Cita Don Gallo, il sacerdote degli ultimi: l’Ariston applaude. Poi entra Elisabetta Canalis: “Sono l’Italia, la mia bellezza sta sfiorendo”. Celentano si accomoda al piano e canta. Quando finisce, tocca alla parola politica e a un duetto con il bravo Rocco Papaleo, che lo chiama “immensità”. “Qualche giorno fa ho cercato ‘governo Monti’ sul dizionario. Dice: materiale apparentemente indipendente, facile però all’ossido dei partiti”. Non sono così intoccabili. Ma non è finita, perché Celentano ritorna a parlare del referendum sulla legge elettorale: o la Consulta ha sbagliato, o c’è qualcosa che non va. Perfino Morandi si sbilancia: “Non si possono buttare nel cestino un milione di firme”. Entra in scena anche Pupo, disturbatore qualunquista di scarsa statura morale.
Nel pomeriggio i primi borbottii che lo riguardano, sono sulle prove prolungate. Ha “monopolizzato il teatro” per troppo tempo, spiega un’agenzia, facendo slittare di un giorno le prove dei giovani. Qualcuno teme che l’esibizione sia troppo forte: e la Rai risponde (per bocca del direttore di Rete, Mazza): “Se arriveranno critiche da qualcuno in disaccordo o troppo colpito da alcune cose che farà Celentano, saranno rivolte all’artista. Noi mettiamo l’artista nelle condizioni di esibirsi al massimo delle sue potenzialità”. Infatti, in scaletta sono previsti 50 minuti ininterrotti. Non gradisceFrancesco Renga (molto emozionato durante l’esibizione): “Così gli artisti sono un contorno, noi non contiamo una beata fava”. Ma – parola di Mazza – faremo il botto di ascolto. Praticamente la prima serata è un rendez vous: sul palco dell’Ariston, la squadra 2011 inaugura l’edizione 2012. Morandi (le seconda volta si sa è meglio) Luca e Paolo, Belen e Canalis. Il centone d’apertura delle due ex Iene chiamate per il passaggio di testimone è Uomini soli: soli perché senza il Cav e il suo circo “i comici sono alla frutta, il Pdl inciucia con il Pd, le escort sono in cassa integrazione, non c’è più uno straccio d’intercettazione”. Ma ce n’è anche per il governo dei morigerati, “sto legno della Fornero”. I due si sono sciolti, niente metus né imbarazzi: riescono perfino a prendere deliziosamente in giro Benigni e i silenzi del “Noleggiato”. A Morandi mancheranno, non c’è dubbio. Mentre l’organizzazione tenta di tamponare la defezione cervicale di Ivana Mrazova, la Guardia di Finanza – non c’è due senza tre – si esibisce in controlli a tappeto nei locali della città, con particolare attenzione alla zona Ariston. Non bastasse la crisi, ci si mettono pure i malanni. La bella Ivana ha una “cervicalgia acuta con blocco vertebrale”. Rimpiazzo di lusso, le due ex Ely & Belen: repetita iuvant. Guai anche per Noemi che in questi giorni ha accusato attacchi di panico e trascorso notti insonni: e la stanchezza nella voce si è sentita. Samuele Bersani ha l’influenza, però il suo pallone rotola bene, e il look (frac più scarpe da calcio) è raffinatissimo. Mazzi aveva comunque messo le mani avanti, confermando che le regole non sono mai state un problema: “in casi estremi, potremmo anche autorizzare il playback, naturalmente annunciandolo”. Perché “è inutile che ce lo nascondiamo, qui c’è anche della musica da vendere”. Come se qualcuno potesse sospettare che sì, in effetti trattasi di pura e semplice gara canora.
Della prima serata rimangono dunque più le polemiche che le canzoni. E Avvenire è il primo a reagire all’attacco ricevuto da Celentano. “Se l’è presa con preti e con i frati (tutti tranne uno) che ‘non parlano del Paradiso’. E se l’e’ presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che ‘vanno chiusi’. Tutto questo perche’ abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata, si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero”, ha scritto su Avvenire, Marco Tarquinio. “Dunque – aggiunge – andiamo chiusi anche noi. Buona idea: cosi’ a tutti quei poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo, viva Sanremo e viva la Rai”. Tarquinio poi sottolinea: “Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini, e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis”.
Dal Fatto Quotidiano del 15 febbraio 2012, articolo aggiornato dalla redazione web



12:29 Scritto da: annaquerciaa1 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: politici, potere, morire, pedofilia, cazzate, aldo grasso, avvenire, celentano, don gallo, famiglia cristiana, monti, sanremo | OKNOtizie |
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